Utente: fuckinlife
Nome: Giada
Un calzino spaiato. Le mie visioni non sono tutte oscure.
Questo blog costituisce una testata giornalistica ai sensi dell’articolo indeterminativo una.

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Alla Ricerca del Tempo Perduto (Sodoma e Gomorra) - Marcel Proust
Le intermittenze del cuore
Il mercante di fiori - Diego Cugia
Dov'è la mia piccola orchidea bianca? Quale acqua nutre ora il suo morbido stelo? Benvenuta a casa Maria. Ti ricomprerò, ti rivenderò, giocherò ancora con la tua anima. Come potresti dimenticarmi? Sono dietro la porta, in fondo allo specchio, dentro di te.
Jack Folla. Alcatraz. Un DJ nel braccio della morte - Diego Cugia
Sono tornato per insegnarvi a sognare.
Jim entra nel campo di basket - Jim Carroll
Devo andare a vomitare. Vorrei solo essere puro...
Paura di sognare - Jim Carroll
Mi guardo dalla fine di questo secolo, dal suo peso morto e assetato di sangue.
A sud di nessun nord. Storie di una vita sepolta. - Charles Bukowski
Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo.
Jukebox all'idrogeno - Allen Ginsberg
Sono con te a Rockland.
Viaggio al termine della notte - Louis-Ferdinand Céline
La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.
Morte a credito - Louis-Ferdinand Céline
È il nascere che non ci voleva.
Una stagione all'inferno - Arthur Rimbaud
Una sera, mi son preso la Bellezza sulle ginocchia. E l'ho trovata amara. E l'ho ingiuriata.
Lettera al padre - La condanna - Franz Kafka
La vita è più che un gioco di pazienza.
Molloy - Samuel Beckett
L'unico modo di andare avanti era quello di fermarmi.
La scimmia sulla schiena - William Burroughs
Ho provato quella straziante privazione che è il desiderio di eroina, e la gioia del sollievo quando le cellule assetate la bevono dall’ago. Forse ogni piacere è sollievo.
Guida Ragionevole al Frastuono più Atroce - Lester Bangs
One, two, three, four. Rock.
Confessioni di una maschera - Mishima Yukio
Contemplai seriamente il suicidio per la prima volta nella mia vita. Finii col concludere che sarebbe stata una faccenda grottesca. Meglio semmai aspettare che qualcosa mi usasse il favore di uccidermi.
Il capitano è fuori a pranzo - Charles Bukowski
Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.
Underworld - Don DeLillo
Manx porta un orologio che si è fermato sei settimane fa. E' una circostanza cui dedicherà un po' di attenzione quando la sua vita sarà tornata alla normalità.
I'm reading
Pier Vittorio Tondelli - Un weekend postmoderno
Watched
Happiness - Little miss sunshine - Strade perdute – Videodrome - I 400 colpi - Il pianista – Amadeus - Eternal sunshine of the spotless mind - Il grande Lebowski - La 25esima ora – Una pura formalità - Shine - Mulholland drive - The elephant man – La zona morta - Le nozze - Effetto notte - C.R.A.Z.Y. - Zucker, come diventare ebreo in 7 giorni - Goodbye Lenin! - Naked Lunch - Natural Born Killers – Eraserhead – Me and you and everyone we know - L'uomo senza passato - Basquiat – Oz - Cane di Paglia - Hana-Bi - Zatoichi - 2046 - In the Mood for Love - Inside Man – Ogni cosa è illuminata - Do the right thing – Malcolm X – eXistenZ – Four rooms - La sposa turca - A history of violence - Dolls - Babel - Drugstore Cowboy - Last days - Mr Vendetta - Old Boy - Lady Vendetta - The departed - Idioti - Dancer in the dark - Clockers - Sonatine - A scanner darkly - L'estate di Kikujiro - Nuvole in viaggio - Vita da Bohème - Oltre il giardino- Edoardo II - Wittgenstein - Comandante - Lisbon story - La casa di sabbia e nebbia - Night on Heart (taxisti di notte) - Repulsion - Chappaqua - L'anima di un uomo (the blues) - Paradise now - Una casa alla fine del mondo - Once Were Warriors - L'arte del sogno - Guida per riconoscere i tuoi santi - Allucinazione perversa - Mare dentro - L'angelo sterminatore - Mary - Gli ultimi fuochi - Cuore selvaggio - Ken Park - Le vite degli altri - Control - Quattro minuti - L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza
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Credo
Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d'auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.
Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.
Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva del le sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore: nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.
Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell'unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.
Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.
Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.
Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.
Credo nel nulla.
Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, DÅrer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Bîcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.
Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umorismo delle montagne, nell'assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell'aritmetica, negli intenti omicidi della logica.
Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.
Credo nei voli, nell'eleganza del l'ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con se la saggezza di statisti e ostetriche.
Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell'universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo e nella noia dell'atomo.
Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell'intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell'eleganza delle macchie d'olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell'aeroporto.
Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.
Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.
Credo nei progettisti delle piramidi, dell'Empire State Building, del FÅrer-bunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.
Credo negli odori corporali della principessa Diana. Credo nei prossimi cinque minuti.
Credo nella storia dei miei piedi.
Credo nell'emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi .
Credo nell'ansia, nella psicosi, nella disperazione.
Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.
Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell'immaginazione.
Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcoolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell'esaurimento.
Credo nel dolore.
Credo nella disperazione.
Credo in tutti i bambini.
Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d'aeroporto.
Credo a tutti i pretesti.
Credo a tutte le ragioni.
Credo a tutte le allucinazioni.
Credo a tutta la rabbia.
Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
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postato da fuckinlife alle ore 20:35
domenica, 26 agosto 2007

E' tempo di disprezzo, è tempo di compassione, è tempo di disgusto, è tempo di rimozione, di cervelli azzerati, è tempo di insoddisfatti, è tempo di pentimenti. E la voglia di vivere in un'Europa inutile serpeggia sotterranea e non riaffiora. E non è tempo di assaltare il cielo, neanche di talpe, inutili come le spiegazioni. Tempo di miserie, tempo di pulsazioni. Boomerang primitivi tornano incontrollabili, sgravidano ossessioni sulle città splendenti di passate razzie, di futuri spettacoli, di viaggi solitari, di percorsi arroganti. Sono finiti male, senza proclami, senza giubilei, nelle piccole storie, nelle teste pensanti, nelle vite spezzate ricucite alla cazzo. E non si torna a casa. Si rimane così. Si rimane così... Magari un po' perplessi sui treni fuori orario, scendendo scale mobili. Aspettando un passaggio.
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postato da fuckinlife alle ore 18:38
giovedì, 23 agosto 2007

Di giorno, di notte, la pioggia perenne. Un uomo che si avvicina e dice “sto per morire” ma tranne te nessuno lo verrà mai a sapere, perché ora lui sparirà del tutto, ultimo avvistamento a Covent Garden, e poi smetterà di volare. Camera in ostello, odore di disinfettante, preservativi nei cessi, tram, poi taxi e metropolitana, e com’è che la gente si gira sempre dalla parte giusta e tu viaggi sempre all’inverso, testa sul vetro, signore sedute di fronte. Vassoi di plastica da prendere tre o quattro alla volta. Un giorno poi ti sposerai, accenderai un mutuo, farai figli, comprerai mobili a credito, una station wagon di seconda mano, ordinerai le penne in un barattolo e il calendario ti dirà che è ancora lunedì, e smetterai di volare. Fatti vivo appena vuoi. Sarebbe rimasto ancora tanto da dire. Eppure.

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postato da fuckinlife alle ore 07:59
domenica, 19 agosto 2007

L'idea che mi si voglia salvare (da cosa, poi?), la detesto. Tra qualche giorno torno su a casa, e ci saranno decine di miserabili ridicoli provinciali parassiti che credono di farmi favori in virtù di pseudoamicizie sepolte da anni. Io sogno di abbatterli uno ad uno, e di tornare presto qui. Fake plastic tree, che è la più bella di tutte, fa capolino dalla mia lista degli mp3 per ricordarmi che il bomber è lontano e che per un altro mazzo di giorni non posso farmi pettinare il cuore. Stamani, in un momento di bile nera, ho disegnato il sole che suda. Folgorata dai Meat Puppets. No, credo che non ci siano altre novità. 
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postato da fuckinlife alle ore 21:00
giovedì, 16 agosto 2007

Mi faccio del male oggi per vedere se ancora provo sensazioni. Mi concentro sul dolore, l'unica cosa che è reale. L’ago fa un buco, il vecchio familiare pungiglione. Provo ad eliminarlo, ma ricordo ogni cosa. Cosa sono diventata? Mio più dolce amico, tutti coloro che conosco alla fine se ne vanno, e tu avresti potuto avere tutto il mio impero di immondizia. Io ti deluderò, io ti farò del male. Indosso la mia corona di merda sul mio trono di mentitrice, pieno di pensieri spezzati che non riesco a riparare. Al di sotto delle macchie del tempo, la sensazione svanisce. Tu sei qualcun altro. Io sono ancora esattamente qui. Se potessi ricominciare mille miglia lontano da qui, conserverei me stessa, troverei un modo per farlo.
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postato da fuckinlife alle ore 14:44
sabato, 04 agosto 2007

Impazzisci così, dal niente.
Una mattina di agosto, di fronte alla macchinetta per il caffè dell’università deserta. Stai lì a guardarti l’ennesima scena di una bionda finta che lascia il suv in settupla fila bloccando contemporaneamente strisce pedonali, rampe per i disabili e piste ciclabili. Ci passano solo i motorini smarmittati e un cretino in bermuda che porta a spasso un alano che imbratta il marciapiede di stronzi equini. Intorno tubi di scarico, clacson, fiat ducato diesel spompati, nubi tossiche, biciclette senza freni, bestemmie, autisti dell’ataf assetati di sangue.
Esce la brodaglia dalla macchinetta del caffè. Guardi il bicchierino di plastica, e capisci di essere un pollo in batteria.
E’ l’ora di staccare.
La valigia è pronta, ho comprato tutto il necessario, il frigo l’ho svuotato, in casa ci sono rimaste solo le tortine di porretta dell’anno scorso, che volendo potrei assemblarle, farci un buco e tentare di omologarle come casco integrale, o depositarle al centro di un parcheggio e chiedere ai passanti se hanno visto una carrozza trainata dai topini. Roba che se ne infili una in mezzo litro di latte te lo risucchia tutto.
E’ l’ora di staccare.
Io vado a Budapest e mi porto dietro un parente, un grandissimo amico ed il ragazzo che amo.
Il 13 agosto è il compleanno di Luca. L’anno scorso è stato l’inizio della fine e dio sa quanto mi dispiace. Siamo cresciuti insieme, mano nella mano, e prima o poi dovevamo trovarlo un bivio, l’abbiamo sempre saputo. Che il suo buon compleanno sia un buon compleanno.
Il 13 agosto là suonano i Tool. I Tool miei e dello scrittore. Scriverò il suo nome e lo farò leggere a Maynard in qualche modo.
Io torno presto. Abbiate cura di voi.
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postato da fuckinlife alle ore 16:02
mercoledì, 01 agosto 2007

Scruto la finestra di messenger e vedo gente qualunque. C’è anche l’eminente scrittore, lì, altero. E’ distante, ma c’è. Com’è che lui dice di essere un perdente ed io invece lo vedo sempre sul podio, non lo capirò mai.
Sto qui al computer tutto il giorno, in casa, 24 ore su 24. Mi sono ritirata come il pisello di un uomo nudo sui fiordi a gennaio.
Prendo gli antibiotici quindi non bevo né fumo, e guardo film, guardo un sacco di film.
Sono giorni di commovente lucidità.
Questi giorni di astensione mi hanno portato a capire che ho il sistema immunitario di un leucemico, in quattro giorni ho rifatto tutte le malattie infettive delle elementari.
Ma io non ci sono, né in casa, né da nessuna parte.
Al posto mio c’è una sagoma di cartone.
Non sono morta, ma nemmeno tanto viva.
Non sono abbastanza brillante per concepire qualcosa che mi faccia risalire la corrente di sterco.
Vivo incartata.
Magari se infilate il gettone e fate una colletta e raggranellate una somma sufficiente a farmi un po’ respirare, un sorrisino può essere che ve lo faccia.

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