Utente: fuckinlife
Nome: Giada
Un calzino spaiato. Le mie visioni non sono tutte oscure.
Questo blog costituisce una testata giornalistica ai sensi dell’articolo indeterminativo una.

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Alla Ricerca del Tempo Perduto (Sodoma e Gomorra) - Marcel Proust
Le intermittenze del cuore
Il mercante di fiori - Diego Cugia
Dov'è la mia piccola orchidea bianca? Quale acqua nutre ora il suo morbido stelo? Benvenuta a casa Maria. Ti ricomprerò, ti rivenderò, giocherò ancora con la tua anima. Come potresti dimenticarmi? Sono dietro la porta, in fondo allo specchio, dentro di te.
Jack Folla. Alcatraz. Un DJ nel braccio della morte - Diego Cugia
Sono tornato per insegnarvi a sognare.
Jim entra nel campo di basket - Jim Carroll
Devo andare a vomitare. Vorrei solo essere puro...
Paura di sognare - Jim Carroll
Mi guardo dalla fine di questo secolo, dal suo peso morto e assetato di sangue.
A sud di nessun nord. Storie di una vita sepolta. - Charles Bukowski
Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo.
Jukebox all'idrogeno - Allen Ginsberg
Sono con te a Rockland.
Viaggio al termine della notte - Louis-Ferdinand Céline
La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.
Morte a credito - Louis-Ferdinand Céline
È il nascere che non ci voleva.
Una stagione all'inferno - Arthur Rimbaud
Una sera, mi son preso la Bellezza sulle ginocchia. E l'ho trovata amara. E l'ho ingiuriata.
Lettera al padre - La condanna - Franz Kafka
La vita è più che un gioco di pazienza.
Molloy - Samuel Beckett
L'unico modo di andare avanti era quello di fermarmi.
La scimmia sulla schiena - William Burroughs
Ho provato quella straziante privazione che è il desiderio di eroina, e la gioia del sollievo quando le cellule assetate la bevono dall’ago. Forse ogni piacere è sollievo.
Guida Ragionevole al Frastuono più Atroce - Lester Bangs
One, two, three, four. Rock.
Confessioni di una maschera - Mishima Yukio
Contemplai seriamente il suicidio per la prima volta nella mia vita. Finii col concludere che sarebbe stata una faccenda grottesca. Meglio semmai aspettare che qualcosa mi usasse il favore di uccidermi.
Il capitano è fuori a pranzo - Charles Bukowski
Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.
Underworld - Don DeLillo
Manx porta un orologio che si è fermato sei settimane fa. E' una circostanza cui dedicherà un po' di attenzione quando la sua vita sarà tornata alla normalità.
I'm reading
Pier Vittorio Tondelli - Un weekend postmoderno
Watched
Happiness - Little miss sunshine - Strade perdute – Videodrome - I 400 colpi - Il pianista – Amadeus - Eternal sunshine of the spotless mind - Il grande Lebowski - La 25esima ora – Una pura formalità - Shine - Mulholland drive - The elephant man – La zona morta - Le nozze - Effetto notte - C.R.A.Z.Y. - Zucker, come diventare ebreo in 7 giorni - Goodbye Lenin! - Naked Lunch - Natural Born Killers – Eraserhead – Me and you and everyone we know - L'uomo senza passato - Basquiat – Oz - Cane di Paglia - Hana-Bi - Zatoichi - 2046 - In the Mood for Love - Inside Man – Ogni cosa è illuminata - Do the right thing – Malcolm X – eXistenZ – Four rooms - La sposa turca - A history of violence - Dolls - Babel - Drugstore Cowboy - Last days - Mr Vendetta - Old Boy - Lady Vendetta - The departed - Idioti - Dancer in the dark - Clockers - Sonatine - A scanner darkly - L'estate di Kikujiro - Nuvole in viaggio - Vita da Bohème - Oltre il giardino- Edoardo II - Wittgenstein - Comandante - Lisbon story - La casa di sabbia e nebbia - Night on Heart (taxisti di notte) - Repulsion - Chappaqua - L'anima di un uomo (the blues) - Paradise now - Una casa alla fine del mondo - Once Were Warriors - L'arte del sogno - Guida per riconoscere i tuoi santi - Allucinazione perversa - Mare dentro - L'angelo sterminatore - Mary - Gli ultimi fuochi - Cuore selvaggio - Ken Park - Le vite degli altri - Control - Quattro minuti - L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza
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Credo
Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d'auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.
Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.
Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva del le sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore: nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.
Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell'unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.
Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.
Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.
Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.
Credo nel nulla.
Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, DÅrer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Bîcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.
Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umorismo delle montagne, nell'assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell'aritmetica, negli intenti omicidi della logica.
Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.
Credo nei voli, nell'eleganza del l'ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con se la saggezza di statisti e ostetriche.
Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell'universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo e nella noia dell'atomo.
Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell'intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell'eleganza delle macchie d'olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell'aeroporto.
Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.
Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.
Credo nei progettisti delle piramidi, dell'Empire State Building, del FÅrer-bunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.
Credo negli odori corporali della principessa Diana. Credo nei prossimi cinque minuti.
Credo nella storia dei miei piedi.
Credo nell'emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi .
Credo nell'ansia, nella psicosi, nella disperazione.
Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.
Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell'immaginazione.
Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcoolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell'esaurimento.
Credo nel dolore.
Credo nella disperazione.
Credo in tutti i bambini.
Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d'aeroporto.
Credo a tutti i pretesti.
Credo a tutte le ragioni.
Credo a tutte le allucinazioni.
Credo a tutta la rabbia.
Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
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postato da fuckinlife alle ore 11:13
mercoledì, 30 maggio 2007

Fa caldo. La gente si stende sui lettini, si brucia la pelle sulla spiaggia, si fa le foto col telefonino e le manda agli amici, fuma sigarette light, ha in casa un telecomando per aumentare la velocità dell’aria. Deumidifica con scatoloni a corrente. Si sente stressata e tenta il suicidio con l’enterogermina. Parla della temperatura, delle trasmissioni in tv, si scambia con altra gente il numero di telefono.
Manca l’aria.
Lui è nato da una sperimentazione audace di una multinazionale senza scrupoli. Io sono stata creata dall’uomo, e mi sono adeguata. Sono più forte, più stupida, più goffa nei movimenti. Sono programmata per provare in continuazione sentimenti da fiction.
A lui l’aria manca, più che a tutti gli altri. Ha la bocca piccola, i polmoni che non sono abbastanza capaci per contenere tutta l’aria che gli serve. Sa contare con precisione quanta aria c’è in un posto e si accorge quando sta per finire. Mette gli spazi tra le righe per non farsi mancare l’aria. Odia chi ansima troppo, perché consuma troppa aria.
Si sposta ogni tanto, ma sembra sempre immobile.
Piazza morsi sulle sue prede, è sempre pronto ad attaccare, è malvagio, non percorre mai la strada più breve per arrivare alla preda, fa leva sull’inettitudine dei suoi nemici.
Io la sapevo questa cosa dell’aria, e una volta ho provato a soffocarlo, ma non ha funzionato.
Riuscirà ad ucciderlo solo chi centrerà il suo cervello con un proiettile. E chi ci riuscirà non dovrà sentirsi in colpa, anche se Lui è così bello.

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postato da fuckinlife alle ore 05:54
venerdì, 25 maggio 2007

Le persone fanno schifo, lo dici sempre. Sono aride, misere, si esprimono solo con versi e grugniti, mozziconi di parole slegate. Ero ottimista, una volta. Pensavo che fossero tutti astuti contraffattori. Oggi invece scopro l’ottusità, ed i loro stomaci troppo stretti. Sono grigi, sconci. Si chiudono in gabbie robuste, sono sonnolenti, costretti nella loro laboriosità futile, nella frenesia continua del corri * salta * vai in bagno a pisciare * guarda quella che tette * vendicati * mangia * difenditi * che freddo fa oggi * che vento * ho male a una gamba * sbarca il lunario * vestiti bene * sigaretta * attento che cadi * il cane ha cagato in cucina. Meriterebbero di morire con una proboscide annodata attorno al collo. Ho cercato di aggrapparmi ad una roccia, ma stanotte cedo, il mondo si stacca, sparisce, lontano. C’è qualcosa che mi trascina via, ho le vertigini, sento che cado, si distorce tutto. Sparisce. Nella nebbia, nel vuoto. La vita si confonde col resto. La battaglia è finita. La mia sofferenza non ha causa né fine. Ho lasciato troppo a lungo che gli insetti mi salissero addosso. Ho sognato una cella piccola, solo per noi due. Ogni notte vedo i tuoi occhi selvaggi e penso al tuo inutile dimenarti, come una balena trafitta dagli arpioni, come un cavallo strozzato da lacci troppo tesi sulla gola. Hai le mani incatenate al suolo, arranchi con le gambe mutilate. L’Arno stanotte è uno specchio liscio senza fondo. Questo è un bel posto, niente da dire, pieno di cose, pieno di cose. Mi hanno fatto compagnia due birre in lattina trovate per strada, una tazza di caffè di una guardia giurata napoletana, ed un ragazzo francese che nel buio mi ha bisbigliato i suoi segreti. Te che leggi ora, non farti domande. Le tue parole sono pungoli, ferri arroventati, tritacarne, spaccaossa, seghetti di precisione. Stanotte ho capito qual è il vuoto di cui parli. Un vuoto che quasi non ci credo.

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postato da fuckinlife alle ore 21:15
domenica, 20 maggio 2007

Con te ci sono cresciuta. Ricordo tutti i giorni che abbiamo passato insieme, uno ad uno. E le tue parole, che non ho mai trascritto da nessuna parte, non ho mai salvato le modifiche a documento uno, ma che non riesco a dimenticare. Ma per la prima volta, non mi interessa quello che hai da dire. Perché vorrei che questo momento non finisse mai. La gente che hai visto ieri sera, io passerei la vita a stare immobile a guardarla. Perché loro sono rumore, applausi, grida, stupore. Hanno luci di posizione per far sapere dove sono e anabbaglianti per non perdersi nell’incanto di strade senza uscita. Mischiano i loro colori alla folla e non abbandonano la postazione dopo gli ultimi fuochi, rimangono lì a fissare il vuoto, perché i fuochi continuano ad immaginarli, più belli di quelli reali. Hanno negli occhi qualcosa di grande come mille campi da calcio e da golf. E forse ti sembrano superficiali, stupidi, dei bambini, che non si sanno vestire e comportare. E forse lo sono davvero. Ma per loro farei di tutto. Pensare che ci saranno strade che ci divideranno un giorno, come quella che ha diviso noi due, mi fa stare male. Ma non ci penso adesso. La vivo. Noi non lo sappiamo dove stiamo andando, ma ci andiamo fischiettando.

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postato da fuckinlife alle ore 15:55
martedì, 15 maggio 2007

Ho in mente una chiesa sconsacrata, vuota, con un divano enorme al posto dell'altare e un tappeto rosso immenso, un sistema audio video acceso sul tabernacolo, un letto a baldacchino e manichini senza occhi con i miei vestiti addosso, dei cassetti in terra e uno specchio enorme. Nulleggio in posizione eretta. Stabilisco regole e scopi, gioco il futuro ai dadi. Stabilisco le tavole della legge la mattina ed entro sera le infrango. Amo il jolly rossoblu che siede al mio fianco con una trasparenza e una sincerità che ha dell'incredibile anche per me. Leggo una lista piena di nomi di malattie, cataclismi, guerre e genocidi. Urlo il silenzio e seppellisco ogni cosa con stanca dedizione. Vivo in una bolla e faccio fatica a considerare le conseguenze.  Continuo a non capire. Sono sprecata a vivere, dovrei smettere e farlo fare a qualcun altro.
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postato da fuckinlife alle ore 17:48
lunedì, 14 maggio 2007


Quando li vedi, sei ammirato dalla loro prestanza; se parlano, ascolti le loro parole. Sono come tronchi appoggiati . Credono che ogni grido sia contro di loro. Sono essi il nemico. Stai in guardia.  Li annienti Allah! Quanto si sono traviati!
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postato da fuckinlife alle ore 15:54
mercoledì, 09 maggio 2007

G: Li abbiamo fatti i disturbi dissociativi?
X: Io il libro non lo leggo, sto dietro alle dispense.
G: Ok. Ma si sono fatti i disturbi dissociativi?
X: Tesoro non ti agitare.
G: Ok, bastava rispondere non lo so.
X: uff come siamo noiosi, comunque non lo so.
G: A posto.
X: Ma che hai? Che è questa acidità? Che da tempo avevi perso.
G: Maremma merda. Ma che io debba sempre avere qualcosa? Ho chiesto: si sono fatti i disturbi ics? E la gente non ti risponde sì, no, non so. Dice: io mi attengo alle dispense. Che non è una risposta. Come ti chiami? Le sette meno un quarto.
G: - C'è il burro in frigo?  - Una volta non eri così.
G: - Che giorno è oggi? - Ah scusa, è il tuo compleanno? - No, volevo solo sapere che giorno è oggi.
G: - Sono finiti gli spaghetti? - Senti, se vuoi ci vai te a fare la spesa, eh. Se ti va bene, ci sono le penne, se no vai al ristorante. - Volevo solo sapere se c'erano gli spaghetti.
X: mi sa che oggi è meglio lasciarti fare.
G: Cioè. Quello che volevo sapere io. E'. Siccome non ho le dispense sott'occhio. Hai mica visto se c'è nel mezzo anche disturbo dissociativo dell'identità, da personalità multipla, di depersonalizzazione, dissociativo non altrimenti specificato, amnesia dissociativa  e fuga dissociativa? A me sembra di no. Mi eviterei volentieri un capitolo del Gabbard. POI. Se la gente il Gabbard non lo legge, non mi interessa. Visto che sei la 12esima persona che mi risponde: io il Gabbard non lo tengo in considerazione.
X: ti pare il caso di arrabbiarti cosi per una stronzata del genere?
G: Se la gente pensa che io sia arrabbiata e io non sono arrabbiata, non so cosa farci.
X: ma insomma il tono non mi sembra dei migliori
G: Ma insomma il tono non c'è visto che non sto parlando ma sto scrivendo. Ok. A posto. Chiedo altrove. Nessun problema. Parliamo del clima. Lo chiedo domani a lezione. C'è lezione, vero?
X: (riferendosi alla lezione di FILOSOFIA... e non quella di psicologia, della quale stavamo parlando da ore...) no, domani il bugliani non c'è.
G: No. Intendevo il Fontani. Evidentemente mi esprimo male.
X: NON LO SO!
G: Ok, non lo so è una buona risposta.
X: sono io che non ci arrivo forse.
G: No, tranquilla, succede con tutti. Sempre a cercare significati nascosti. Siete tremendamente complicati, subdoli. Quando dico sì, è sì. Quando dico no, è no. Ma la gente dice sì per far intendere forse e poi alla fine è no. Io non sono così. E' solo una vostra impressione. Parlo di mele e la gente mi risponde pere. Pensando che io mi riferissi alle banane. Ma se parlo di mele intendo esattamente riferirmi alle mele e... ok. ok. Fa niente. Fa niente.
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postato da fuckinlife alle ore 13:39
mercoledì, 09 maggio 2007

Prima parlavo col compagno democratico che ha aperto un blog di scarsISSIMo interesse pubblico e privato.
Vedi Bucce, la storia si ripete.
Le sconfitte altrui sono sempre vittorie rubate, estorte dai comunisti, scippate.
Le vittorie nostre sono premi di consolazione.
I gol si ricontano in Cassazione.
Roba da novella 2000 e Pescare in Valtellina.
La gente è egoista, crudele, inavvicinabile. Tifa juve, non rispetta niente in cui non crede, passa le ore davanti alla playstation.
Tuttosport continuerà sempre a titolare: Giuly alla Juve! Henry alla Juve! Scirea alla Juve! Chi non salta interista è, e Buffon salta altissimo. E cose così.
Con l'imparzialità degna del Manifesto, di Libero. Con la professionalità degna di Studio Aperto.
Oggi è un gran giorno. Accenderemo Rai2 e ci metteremo le sciarpine della Brianza Alcolica. Perchè, vada come vada, basta poco a noi per farci battere il cuore.
Questa attesa mi strozza il sorriso, però.
Rinnovo pubblicamente la mia promessa. Se Atene assomiglierà a Istanbul, smetto di drogarmi.
No. Non esageriamo.
Vado a piedi all'Abetone, da qui.
Se non andrà come deve andare, come è molto probabile che sia, urleremo "arimo", come a nascondino. Che è quella parola che usavi quando correvi, ti sbucciavi il ginocchio e allora giocavi il jolly: "Arimo". Per dire: "sì, ragazzi, un attimino, ho esigenze impellenti ed improcrastinabili che potrebbero pregiudicare il naturale svolgimento delle cose, non sarebbe corretto proseguire oltre".
E ci prenderemo una lunga pausa di riflessione.
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postato da fuckinlife alle ore 12:17
mercoledì, 09 maggio 2007

Il bomber è alessitimico. E questa parola ha un orrendo prefisso, che mi ricorda gente distante anni luce da me e occhiali rossi su sfondo nero.
Il bomber omette, evita, nasconde, tace, tralascia deliberatamente. Non dichiara, non rivela. E' misterioso, ermetico, indecifrabile. I suoi comportamenti hanno dell'inquietante perchè sembrano evidenti, immediati, e invece sono incomprensibili.
Sto lì a guardarlo, con l'espressione di Peter Coniglio. 
Fuori il mondo si muove, ci sono coupon per i test antidroga in farmacia, c'è gente che si preoccupa per la carne di balena e per la siccità mentre piove (d'altra parte chi non ha fatto sciopero alle superiori per i riscaldamenti spenti sotto il sole a picco?), c'è l'isola di lost che nel 2010 chiuderà ufficialmente i battenti, ci sono le coliche, spiderman 3, i gay associati ai pedofili, le cellule staminali, i voli economici con l'asterisco.

Ma io torno sempre lì, come la polvere sui mobili.
Devo capire.

Perchè senza di lui, ora, c'è poco da dire o da fare, sono un compasso zoppo.
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postato da fuckinlife alle ore 12:58
giovedì, 03 maggio 2007

When you walk through a storm hold your head up high
And don't be afraid of the dark.
At the end of a storm is a golden sky
And the sweet silver song of a lark.
Walk on through the wind,
Walk on through the rain,
Tho' your dreams be tossed and blown.
Walk on, walk on with hope in your heart
And you'll never walk alone,
You'll never, ever walk alone.

Walk on, walk on with hope in your heart
And you'll never walk alone,
You'll never, ever walk alone.
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postato da fuckinlife alle ore 12:14
giovedì, 03 maggio 2007

Di Baudelaire, il Silenzio d'Edgar Poe, avendone cura di ritradurre in greco la traduzione di Baudelaire.
Di Bergerac, l’albero prezioso in cui si trasmutarono, nel paese del Sole, il re usignolo e i suoi sudditi.
Di Luca, il Calunniatore che portò Cristo su un'altura.
Di Bloy, i porci neri della Morte, corteo della Fidanzata.
Di Coleridge, la balestra del vecchio marinaio e lo scheletro galleggiante del vascello, che, deposto nell’asse, fu vaglio su vaglio.
Di Darien, le corone di diamante delle perforatrici del Saint-Gothard.
Di Desbordes-Valmore, l’anatra che depose il taglialegna ai piedi dei bambini, e i cinquantatré alberi segnati sulla corteccia.
D’Elskamp, le lepri che, correndo sulle lenzuola, divennero mani rotonde e ressero l’universo sferico come un frutto.
Di Florian, il biglietto della lotteria di Scapin.
Delle Mille e una Notte, l’occhio accecato dalla coda del cavallo volante del terzo Kalender, figlio del re.
Di Grabbe, i tredici compagni sarti che il Barone Tual massacrò all’alba, per ordine del cavaliere dell’ordine pontificio al Merito Civile, e il tovagliolo che si annodò preventivamente intorno al collo.
Di Kahn, una delle campane d’oro delle celesti oreficerie.
Di Lautréamont, lo scarabeo, bello come il tremito delle mani nell’alcoolismo, che scompariva all’orizzonte.
Di Maeterlinck, le luci che udì la prima sorella cieca.
Di Mallarmée, le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui.
Di Mendès, il vento del nord che, soffiando sul verde mare, mischiava al suo sale il sudore del forzato che remò fino a centoventi anni.
Dell’Odissea, il cammino gioioso dell’inappuntabile figlio di Peleo, attraverso il prato di asfodeli.
Di Péladan, il riflesso nello specchio dello scudo laminato dalla cenere degli antenati, del sacrilego massacro dei sette pianeti.
Di Rabelais, i sonagli al cui suono danzarono i diavoli durante la tempesta.
Di Rachilde, Cleopatra.
Di Régnier, la pianura saura dove il centauro moderno sbuffò.
Di Rimbaud, i ghiaccioli gettati dal vento di Dio nei pantani.
Di Schwob, le bestie squamose che mimavano il biancore delle mani del lebbroso.
Di Ubu Re, la quinta lettera della prima parola del primo atto.
Di Verhaeren, la croce fatta dalla vanga ai quattro fronti degli orizzonti.
Di Verlaine, delle voci asintotiche alla morte.
Di Verne, le due leghe e mezzo di crosta terrestre. 
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postato da fuckinlife alle ore 18:00
mercoledì, 02 maggio 2007

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C'è qualcosa dentro di me che è sbagliato e non ha limiti. E c'è qualcosa dentro di te che è sbagliato e ci rende simili. E un bacio sporco sa spogliarmi il cuore dagli incubi.
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