Utente: fuckinlife
Nome: Giada
Un calzino spaiato. Le mie visioni non sono tutte oscure.
Questo blog costituisce una testata giornalistica ai sensi dell’articolo indeterminativo una.

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Alla Ricerca del Tempo Perduto (Sodoma e Gomorra) - Marcel Proust
Le intermittenze del cuore
Il mercante di fiori - Diego Cugia
Dov'è la mia piccola orchidea bianca? Quale acqua nutre ora il suo morbido stelo? Benvenuta a casa Maria. Ti ricomprerò, ti rivenderò, giocherò ancora con la tua anima. Come potresti dimenticarmi? Sono dietro la porta, in fondo allo specchio, dentro di te.
Jack Folla. Alcatraz. Un DJ nel braccio della morte - Diego Cugia
Sono tornato per insegnarvi a sognare.
Jim entra nel campo di basket - Jim Carroll
Devo andare a vomitare. Vorrei solo essere puro...
Paura di sognare - Jim Carroll
Mi guardo dalla fine di questo secolo, dal suo peso morto e assetato di sangue.
A sud di nessun nord. Storie di una vita sepolta. - Charles Bukowski
Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo.
Jukebox all'idrogeno - Allen Ginsberg
Sono con te a Rockland.
Viaggio al termine della notte - Louis-Ferdinand Céline
La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.
Morte a credito - Louis-Ferdinand Céline
È il nascere che non ci voleva.
Una stagione all'inferno - Arthur Rimbaud
Una sera, mi son preso la Bellezza sulle ginocchia. E l'ho trovata amara. E l'ho ingiuriata.
Lettera al padre - La condanna - Franz Kafka
La vita è più che un gioco di pazienza.
Molloy - Samuel Beckett
L'unico modo di andare avanti era quello di fermarmi.
La scimmia sulla schiena - William Burroughs
Ho provato quella straziante privazione che è il desiderio di eroina, e la gioia del sollievo quando le cellule assetate la bevono dall’ago. Forse ogni piacere è sollievo.
Guida Ragionevole al Frastuono più Atroce - Lester Bangs
One, two, three, four. Rock.
Confessioni di una maschera - Mishima Yukio
Contemplai seriamente il suicidio per la prima volta nella mia vita. Finii col concludere che sarebbe stata una faccenda grottesca. Meglio semmai aspettare che qualcosa mi usasse il favore di uccidermi.
Il capitano è fuori a pranzo - Charles Bukowski
Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.
Underworld - Don DeLillo
Manx porta un orologio che si è fermato sei settimane fa. E' una circostanza cui dedicherà un po' di attenzione quando la sua vita sarà tornata alla normalità.
I'm reading
Pier Vittorio Tondelli - Un weekend postmoderno
Watched
Happiness - Little miss sunshine - Strade perdute – Videodrome - I 400 colpi - Il pianista – Amadeus - Eternal sunshine of the spotless mind - Il grande Lebowski - La 25esima ora – Una pura formalità - Shine - Mulholland drive - The elephant man – La zona morta - Le nozze - Effetto notte - C.R.A.Z.Y. - Zucker, come diventare ebreo in 7 giorni - Goodbye Lenin! - Naked Lunch - Natural Born Killers – Eraserhead – Me and you and everyone we know - L'uomo senza passato - Basquiat – Oz - Cane di Paglia - Hana-Bi - Zatoichi - 2046 - In the Mood for Love - Inside Man – Ogni cosa è illuminata - Do the right thing – Malcolm X – eXistenZ – Four rooms - La sposa turca - A history of violence - Dolls - Babel - Drugstore Cowboy - Last days - Mr Vendetta - Old Boy - Lady Vendetta - The departed - Idioti - Dancer in the dark - Clockers - Sonatine - A scanner darkly - L'estate di Kikujiro - Nuvole in viaggio - Vita da Bohème - Oltre il giardino- Edoardo II - Wittgenstein - Comandante - Lisbon story - La casa di sabbia e nebbia - Night on Heart (taxisti di notte) - Repulsion - Chappaqua - L'anima di un uomo (the blues) - Paradise now - Una casa alla fine del mondo - Once Were Warriors - L'arte del sogno - Guida per riconoscere i tuoi santi - Allucinazione perversa - Mare dentro - L'angelo sterminatore - Mary - Gli ultimi fuochi - Cuore selvaggio - Ken Park - Le vite degli altri - Control - Quattro minuti - L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza
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Credo
Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d'auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.
Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.
Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva del le sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore: nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.
Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell'unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.
Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.
Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.
Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.
Credo nel nulla.
Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, DÅrer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Bîcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.
Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umorismo delle montagne, nell'assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell'aritmetica, negli intenti omicidi della logica.
Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.
Credo nei voli, nell'eleganza del l'ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con se la saggezza di statisti e ostetriche.
Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell'universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo e nella noia dell'atomo.
Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell'intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell'eleganza delle macchie d'olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell'aeroporto.
Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.
Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.
Credo nei progettisti delle piramidi, dell'Empire State Building, del FÅrer-bunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.
Credo negli odori corporali della principessa Diana. Credo nei prossimi cinque minuti.
Credo nella storia dei miei piedi.
Credo nell'emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi .
Credo nell'ansia, nella psicosi, nella disperazione.
Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.
Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell'immaginazione.
Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcoolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell'esaurimento.
Credo nel dolore.
Credo nella disperazione.
Credo in tutti i bambini.
Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d'aeroporto.
Credo a tutti i pretesti.
Credo a tutte le ragioni.
Credo a tutte le allucinazioni.
Credo a tutta la rabbia.
Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
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postato da fuckinlife alle ore 20:08
domenica, 31 dicembre 2006

Luca, io avevo tutto. Ho buttato via tutto. Mi avevi messo in mano le carte vincenti, e io le ho fatte volare via dal finestrino, sulla superstrada. Non esistono persone come te. Sei bontà e bellezza.
Andrea, sei la sola persona di cui mi fido. Sei la mia campana di cristallo. Il bimbo che sta per nascere crescerà con la tua mano intorno alla sua, i tuoi passi smisurati lo costringeranno a trotterellare al tuo fianco. Nei giorni più freddi, ti toglierai la sciarpa, e la avvolgerai al suo viso quasi fino a coprirgli gli occhi. Come facevi con me. Fai in modo che senta sempre di essere un dono per te.
Marta, un giorno, forse, capirò come fai a abbracciarmi con ogni parola che dici.
Brà. Ammanettato in una cella senza ossigeno. Da una feritoia continui a vedere il cielo, come tutti.
Non rinuncerò mai a voi. Vi amo, come nessun altro al mondo.
Io mi sto perdendo. Ve ne sarete sicuramente accorti.
Abbiate cura di voi. E di me, quando potete.
Buon anno. Davvero.


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postato da fuckinlife alle ore 22:39
sabato, 30 dicembre 2006

Non è vero che sono cattiva come dici, appartengo solamente alla razza umana, e mi sono mangiata un pezzo della coscia, e non era niente male, niente male.
Ho dedotto che la mia fine è il mio principio, prova ne è il fatto che ognunque io utilizzi spessamente congiunzioni articolate e altri avverbi a caso tipo stupendevolmente [come dice carmen consoli] attraverso i quali mostro scaltritudine [intelligenza] con cui illustrerò la nuova missione, la mia soluzione, per un'estinzione della popolazione.
Mi mangio le unghie, mi mangio le mani, mi mangio gli occhi e la cassa toracica.
Non consumerò più niente che non sia me stessa.
Per cacciare le ossessioni mi divoro gli organi, per cercare di sparire consumerò la presenza fisica, per distruggere il rimorso mi sono morsa le mani e poi un polso ed ho affondato fino all'osso.
Non consumerò più niente che non sia me stessa.
E mentre pratico questo divertissement dell'autoantropofagia, e mentre autosuicido il mio corpo col cannibalismo di me stessa, riconosco in esso l'inequivocabile soluzione finale alla seguente lista di problemi del mondo che vado ad enunciare: l'autosufficienza - la sovrappopolazione - l'esaurimento nervoso e delle risorse d'energia - la lotta al consumismo - la polluzione - l'uomo fa cagare e dobbiam mandarlo via da questo mondo.
L'estinzione umana è dunque l'unico traguardo. Non consumerò più niente che non mi appartenga, non distruggerò più niente che non sia me stessa. Per chi già si consuma ogni giorno, per chi si sfinisce ogni giorno in pasto a se stesso.
Consumarsi ogni giorno per finirsi e per sfinirsi,
digerire il proprio corpo e smaltirlo ecocompatibilmente.
Perché mi sono insostenibile, perchè non ce la faccio più.
Mi mordo le mani, mi mangio i gomiti, ingoio il mio collo e poi non ci sono più.

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postato da fuckinlife alle ore 13:02
giovedì, 28 dicembre 2006

Questa è la COPERTINA DEL DISCO. Questo scritto è il DESIGN della copertina. Il design serve a VENDERE il disco. Speriamo di attirare la tua attenzione su di esso e spingerti a prenderlo.Quando lo avrai fatto, forse ti convincerai ad ascoltare la musica - in questo caso l'album degli XTC, Go2. Quindi noi vogliamo che tu lo COMPRI. L'idea è che quanti più di voi acquisteranno questo disco, tanti più soldi la Geffen Records, il manager Ian Reid e gli stessi XTC riusciranno a guadagnare. Per le persone citate, questo rappresenta un PIACERE. Un buon DESIGN di copertina attira più acquirenti e dà più piacere. Questo scritto cerca di attirare la tua attenzione. E' progettato affinchè tu LO LEGGA. Si chiama adescare la VITTIMA, e la VITTIMA sei tu. Ma se sei una mente libera, allora dovresti SMETTERE DI LEGGERE ADESSO! Perchè non non vogliamo altro che tu continui a leggere. Tuttavia sei DOPPIAMENTE VINCOLATO perchè se ti fermi, farai ciò che ti abbiamo detto di fare, e se continui a leggere, farai quel che volevamo da te fin dal principio. E più procedi nella lettura, più cadrai nel nostro espediente per come funziona esattamente un buon design commerciale. Sono TRUCCHI e questo è il TRUCCO peggiore di tutti perchè descrive il TRUCCO nel momento stesso in cui TI INGANNA, e se hai letto fin qui, allora sei stato INGANNATO ma non lo avresti mai saputo se non avessi continuato a leggere. Almeno noi te lo diciamo apertamente invece di sedurti con un'immagine attraente o evocativa che però non te lo spiega. Ti facciamo sapere che dovresti comprare questo disco perchè in fondo è un PRODOTTO e i PRODOTTI sono fatti per essere consumati, e tu sei un consumatore e questo è un buon PRODOTTO. Avremmo potuto scrivere il nome del gruppo a caratteri cubitali in modo da fartelo risaltare e fartelo vedere ancor prima di cominciare a leggere questo scritto e probabilmente l'avresti comunque comprato. Quel che stiamo cercando di dire è che sei SPINTO a comprare o non comprare un disco solo in ragione del design della copertina. E' un raggiro perché se sei d'accordo, allora probabilmente ti piace questo scritto - che è il design della copertina - e quindi l'album al suo interno. Ma ti abbiamo messo in guardia contro tutto ciò. Questo raggiro è un raggiro. Un buon design di copertina dovrebbe spingerti a comprare il disco, ma a TE non accade mai perchè TU sai che è solo un design di copertina. E questa è la COPERTINA DEL DISCO.
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postato da fuckinlife alle ore 21:23
mercoledì, 27 dicembre 2006

Sono entrata da Ceccherini stasera. Ho suonato il piano, per l'ultima volta. A Mount Pleasant, Glenn Gould capirà il perché. Bach, e le variazioni Goldberg. Anni di studio, fatica, lacrime. Il despota che mi chiudeva in camera. Io che scappavo: la mia via di fuga era il vecchio tedesco, che ho amato più di ogni cosa. C'erano poche persone oggi nel negozio, ma mi guardavano con ammirazione. Non accade spesso. Certo, non era un boulevard parigino, con la Senna sullo sfondo. Non ho avuto la tenda rossa ed il palcoscenico che desideravo e che, forse, meritavo. Da oggi il mio piano prenderà polvere. Ci appoggerò sopra quella foto e chiuderò a chiave. Ho fatto una promessa. A te. Che in questo buio te la starai facendo sotto. Sapessi com'è strana la vita. E' passato tanto tempo. Ma io ti cullo ancora dentro. Mi sento in difetto. Tutte le cose che vorrei raccontarti le tengo qui con me. Un giorno prenderò un po' di tempo e verrò da te. Ti farò posto sul panchetto nero. Soffierò sui tasti. Ricominceremo insieme. E ricordati che il pedale, questa volta, va toccato appena appena.
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postato da fuckinlife alle ore 20:00
mercoledì, 27 dicembre 2006

Henry: Non conosco la via giusta.
David: Non fa niente. Neanch'io.
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postato da fuckinlife alle ore 19:34
mercoledì, 27 dicembre 2006

Io sono il Re dell'Universo.
Io sono il Messia con una nuova legge
Scusatemi ho pestato un chiodo.
Uno sbaglio
Forse non sono il Capitalista del Paradiso.
Forse sono il guardiano della porta che russa
accanto alle Colonne di Perla -
No, non è vero, in realtà sono Dio stesso.
Per niente umano.
Non associatemi con quella Gente lì.
Potete comunque credere a ogni parola che dico.
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postato da fuckinlife alle ore 19:31
mercoledì, 27 dicembre 2006

Egli vagava senza scopo. Il sole tramontava. Una certa qual particolare angoscia aveva cominciato a farsi sentire negli ultimi tempi. Non c'era in essa nulla di particolarmente virulento, di bruciante; ma ne spirava un che di permanente, di eterno, vi si presentivano, senza via d'uscita, anni di quella fredda mortificante angoscia. Vi si presentiva una specie di eternità in un metro quadrato di spazio.
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postato da fuckinlife alle ore 17:26
martedì, 26 dicembre 2006

Settima ora del giorno. Il mio respiro mi tiene compagnia. Gesti lenti e la luce del giorno che arriva cauta. La maglietta coi quattro Pistols, residui di foglie ovunque, lividi sulle gambe, la scritta Alive incisa sugli avambracci col compasso. Ho in mente Debaser dei Pixies. Il nastro rosso, la sua felpa grigia, la debolezza, il sudore lungo la schiena, le prime avvisaglie di allucinazione. Ho sentito il confine, ho sentito che il pericolo non poteva crescere più di così. I pioli che scricchiolavano troppo sotto i piedi. I gomiti che non riuscivano a puntellarsi. Il fiato spezzato. Le luci in alto che sembravano più vicine di quelle in basso. Ho i pantaloni strappati, ma dopo essermi lavata la faccia, sono di nuovo io. Tutto passa, con una velocità che ha dell’incredibile. Poche ore fa ero alla fine, ora sono all’inizio, i miei passi sono cauti e meticolosi, la botola si è chiusa, non ci sono più porte segrete. Tu. Non riuscirai a farmi partire un’altra volta. Ho tasche enormi, piene di proiettili. Sono pronta a sparare se ti avvicini. Fallo, se vuoi: oggi è un buon giorno per morire.
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postato da fuckinlife alle ore 18:11
giovedì, 21 dicembre 2006

Mi guardo allo specchio. Ho gli occhi spenti. La paura che cerca di nascondersi dietro a un paio di occhiali che mi fanno vedere i colori. Se ripenso a chi ero prima di te, e guardo cosa sono, mi accorgo che non mi è stato concesso di scegliere. Sei il silenzio lacerante, che non cerca e non vuole dare spiegazioni. L'unico regalo che ho ricevuto da te è la facoltà di non poter scegliere nulla. Eddie cantava: "vorrei essere un messaggero che porta solo buone notizie, vorrei essere la parola 'fiducia' e non deluderti mai". Ma ogni mio gesto, ogni mia parola, per te non ha significato.
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postato da fuckinlife alle ore 21:29
domenica, 17 dicembre 2006

Ripeto ossessivamente quel nome quando aspetto il treno. O sotto la pioggia. E' il nome dei colori prima che i colori avessero un nome. E' il nome di tutte le volte che ho chiuso gli occhi per non vedere. E' difficile cavarsela, per tutti. Di più, per lui. Non riesce a fare pace con la luce e col buio. E' un tubo dell'acqua arrugginito che potrebbe rompersi tra una settimana. E' una ventola piena di polvere pronta a incepparsi. E' irraggiungibile, a volte. L'equilibrismo è un esercizio spossante. Vorrei riuscire a proteggere i suoi occhi dalla realtà.
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postato da fuckinlife alle ore 20:28
martedì, 12 dicembre 2006

C’è una gran confusione in questo mondo. Mi sta bene. Ci sguazzo come un tonno alla mattanza. Tanto siamo già morti. Penso a F-B. Lui struscia i piedi, gioca col fuoco. Vive così. Ha gli occhi melmosi, ma io sotto ci vedo qualcosa che brilla. Potremo brillare insieme, gli dico. Infilarci due petardi in tasca e schizzare alti in cielo, per poi esplodere. Non lo convinco. La sua non esistenza è senza di me. Non riesce a includermi nel prezzo. Vado avanti. Un passo dopo l’altro. Intorno tutto è sempre più inesistente, rarefatto, inconcludente. Un sacco di piazze di passeggio e di passaggio, che ti obbligano a non fermarti, senza neanche una cazzo di panchina. E l’illuminazione disordinata, le vetrine fluorescenti, le insegne decadenti. Accetto l’ospitalità dello scalino piscioso di una banca, mi siedo, mi arrotolo come un verme schiacciato al suo destino. Gente frenetica. Urlano come ranocchie. Fischiano nella mia testa come treni in continua partenza e in perenne ritardo. Io vi conosco e vi riconosco, vi guardo passare ogni sera, col passo sconnesso, senza posa né ritmo. Non vi accorgete di me, che sono prostrata ai vostri piedi, in un angolo, ipnotizzata dal crepitare e dallo sfavillare delle vostre scarpe, auspicando - da buona amica di cupido - matrimoni tra le merde dei cani e i vostri mocassini e tacchi a spillo. Sono la miglior spettatrice. Le vostre facce sono tutte uguali. Turisti del mordi e fuggi, dello sgancia il quattrino, scatta una foto e levati di culo. Il flash di un flash. Passato proiettato nel futuro. Il presente è un frullatore multifunzione. Guardo in alto e la sagoma del David mi fa cenno di no con la testa. C’era da aspettarselo. Gli chiedo di scendere dal piedistallo per venirmi a prendere a schiaffi, per svegliarmi da questo torpore schifoso, da questa nebbia. E per riportarmi a casa, raccontandomi tutto quello che ha visto da lassù in cima. Un giorno lo porterò via di lì. Andremo a giro noi 3. Andremo in sudamerica, da gente fatta di luce, la gente più vicina al sole mai esistita.

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postato da fuckinlife alle ore 21:56
domenica, 10 dicembre 2006

Bastano i prodigi che tu sei. Contano i sapori che mi dai. Io ti giro intorno e ingoio fremiti. Io ti giro intorno senza limiti. Voglio la via più facile per avere quiete complice. Voglio te dentro me per farcela. ..è come esaudire la gravità prendere posto nel vortice... E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare. Cosa faccio? Cosa non faccio? Cosa penso? Cosa non penso? La mia mente è un delta e porta dove niente + niente = niente + niente = niente + niente = niente + niente = tutto fatto di niente. E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare.
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postato da fuckinlife alle ore 18:44
domenica, 10 dicembre 2006

Un abbraccio alla Marta, uno all'Irene, 55 euro spesi chissà come all'Alter Night. La faida degli accendini. Il kama che era a tutti i miei concerti e non l'ho mai visto. Il carnevale belga. T che si decide finalmente a mangiare dopo due mesi. Due parole veloci con F-B. Tonnellate di piatti da lavare. Vita tranquilla interrotta da vetri rotti che nonostante tutto non riescono a darti fastidio. Oggi non c'è spazio per te. Non c'è spazio per la colpa. Tu prendi la forma del contenitore, come l'acqua. Ingannata dal tuo viso, ho visto sfilare tutte le tue maschere, pensando che le usassi per proteggerti dagli sguardi, che fossero un espediente per la paura di non valere niente. Arrivederci e grazie direbbero al supermercato. G. ora dorme come un bambino. Vive in un cubo trasparente e non smette mai di sorridere. E' incantevole. Il suo pensiero mi fa stare bene. La vita è semplice se vuoi che lo sia.
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postato da fuckinlife alle ore 19:03
mercoledì, 06 dicembre 2006

Non ci sono giornalisti, né una redazione, e se è per questo non c’è neanche un giornale. Non c’è il copione. Non ci sono attori. Sul retro della mia scatola si sono dimenticati di scrivere le istruzioni. Sto qui avvolta in una coperta perché mi fa fatica alzarmi per accendere la caldaia, aspettando che succeda qualcosa. Vado a fare un giro. Non li voglio quei dannatissimi libri sui bambini del Congo che insisti a mettermi in mano quando esco da effelunga, non voglio battere cinque, non voglio offrirti una sigaretta. Non sono in grado, non sono capace, ho smesso di provare buoni sentimenti in terza elementare quando mi hanno rubato lo spazzolino col manico a ippopotamo dalle mie cose nell’armadietto. Nonostante questo, c’è chi può farmi dimenticare questa, che è una delle mie poche certezze. Può farmi ballare come una scimmietta di stoffa. La cosa mi fa incazzare, e oppongo un minimo di resistenza. Ci deve essere stato qualcosa, una scintilla, un ictus che mi ha fatto deviare i circuiti logici un tempo, posso assicurarlo, perfettamente funzionanti. Penso a altro. Altro. Il futuro, che ne so. Le generazioni future. In nome delle quali io dovrei consumare meno acqua, chiudere la doccia mentre mi faccio lo shampoo, spengere le luci nelle stanze in cui non sono, riciclare i rifiuti. La fase due prevede che tu conservi le tue feci. Non ho abbastanza spazio nel frigo. Devo farne un po’. Sento la necessità di consumare tutto quello che trovo, fino al midollo. Quando avrò finito tutto sarà come tornare al medioevo, non ci sarà più niente, un campo bruciato immenso e due o tre sopravvissuti mutilati. C’è poco da stare allegri. C’è un lamento invadente. C’è l’afflizione esagerata. Ci sono stimoli vaghi e senza senso. Chissà se il fratello del Congo vende quei vecchi vocabolari divisi in due. Non avrei abbastanza soldi in tasca per comprare entrambe le parti oggi. Dovrei scegliere tra A-L e M-Z. Vada per il primo. Perché lì c’è la D di droga. Certo, perdo la R di rock&roll e la S di sesso, ma la A di addestratore di scimmiette di stoffa c’è. E a volte mi basta il pensiero che ci sia.
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